Orfeu Negro

Cominciamo con un suggerimento per un film ormai considerato un classico. Non la vorrei chiamare una “recensione” per rispetto a chi le recensioni le fa veramente: parto semplicemente dal mio punto di vista, dico quello che mi è piaciuto di questo film e farò così in seguito con le altre cose che posterò sul blog.

Si tratta di Orfeu Negro, un film di Camus del ’59, tratto da Orfeo de Conceição una pièce teatrale di Vinicius de Moraes (con musiche di Tom Jobim) che in buona sostanza è una trasposizione del mito di Orfeo e Euridice in chiave moderna con una storia ambientata nel periodo del carnevale a Rio de Janeiro.

Di questo film, che  ha vinto un Oscar e una palma d’oro a Cannes, si potrebbe dire veramente molto  e il rischio è quello di ripetere sempre le stesse cose. Dico solo che è stato uno di quei film che hanno fatto conoscere maggiormente l’immagine del Brasile nel mondo (in particolare è stato un ottimo strumento di diffusione della bossa nova che era nata un paio di anni prima). Poi grazie a Orfeu Negro si è cominciata a diffondere anche la vera immagine del carnevale brasiliano, che è una festa che spesso nasconde una sofferenza lunga una vita; una sofferenza che si rinnova e progetta per un anno intero per durare solo il tempo di una sfilata.

Io credo pure che da questo film in poi la favela sia stata finalmente “sdoganata” come tema, e sia  diventata una specie di scenario tipico di un certo tipo di cinematografia realista brasiliana. Le pellicole che sono ambientate in una favela o che hanno la povertà o la violenza al centro della storia sono tantissime, mi vengono in mente in questo momendo Cidade de Deus, O primero dia, Veronica (tutti film di cui parleremo).

Ho estratto tre fotogrammi del film che mi hanno colpito di più, sicuramente non sono quelli più rappresentativi della pellicola ma ognuno si vede i film come vuole 🙂 .

La prima è una immagine di Orfeo che discende agli inferi per recuperare Euridice che non trova più. Nel caso specifico si tratta della tromba delle scale di un vecchio edificio coloniale dove c’è l’ufficio persone scomparse nel quale Orfeo si è recato per trovare la sua amata. L’impiegato dell’ufficio dice una frase bellissima (e purtroppo tristemente attuale): “non è nelle carte che si trovano le persone scomparse, al contrario è proprio là che scompaiono!“.

Nella seconda immagine Orfeo  ha finalmente trovato la sua Euridice, solo che avendola guardata negli occhi prima del tempo l’ha persa per sempre. Questa immagine l’ho scelta perchè mi è piaciuto il contrasto tra la cidade maravilhosa sullo sfondo e la tristezza della situazione. E’ l’altra faccia del carnevale che dicevo prima.

La terza immagine è molto poetica: i ragazzini della foto hanno appena saputo che Orfeo e Euridice sono morti, e siccome credevano nella loro ingenuità che fosse Orfeo a far levare il sole ogni mattina con il suo canto e il suono della sua chitarra sono molto preoccupati per questa nuova situazione. Per fortuna uno di loro strimpellando qualcosa (è la famosa canzone Aquarela do Brasil) riesce a risolvere la questione e a prendere il posto di Orfeu.

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